Le pitture di Rosemary Estacchini
Rosemary Estacchini è nata a Liverpool, in Gran Bretagna. È cresciuta nell’era creativa delle Swinging Sixties. Il suo percorso creativo è iniziato nel 2005 quando, in pensione, ha frequentato le lezioni di pittura della prof.ssa Enrica Garlati e quelle di acquerello del Maestro Alberto Pagani all’UniTre di Basiglio.
La Estacchini ha scritto e illustrato libri per bambini.
Durante l’immenso lutto per la morte della figlia, Estacchini ha frequentato il gruppo di pittori di Rozzano. Qui, sotto la tutela del Prof. Franco Migliaccio, ha iniziato ad usare la spatola, riuscendo a infondere maggior libertà nelle sue opere. In quel momento di dolore l’arte è stata una terapia e un sostegno.
Ora i suoi quadri respirano pace e serenità. La Estacchini ha partecipato a diverse mostre collettive in Italia e in Inghilterra.
Dopo la recente perdita del marito, dopo 55 anni di matrimonio, ha deciso di usare il dolore e la tristezza per esplorare e approfondire il suo percorso creativo. Ama dipingere en plein air.
Rosemary, quando hai iniziato a dedicarti all’arte e cosa ti ha spinto verso la pittura? Quando è nato il tuo interesse per l’arte e quali sono state le motivazioni che ti hanno portato a intraprendere questo percorso creativo?
Ho cominciato com’è un percorso di terapia personale ma è diventato un percorso molto creativo. Dipingere era qualcosa in cui ero sempre interessato così ho scelto la pittura.
Da dove trai ispirazione per i tuoi quadri? Nei tuoi lavori emergono spesso paesaggi, atmosfere naturali e immagini delicate: quali sono le fonti principali da cui prendi spunto per le tue opere?
Quando c’era mio marito, andavamo spesso a camminare nel parco del Ticino. Particolarmente nei paesaggi più naturali e selvaggi. Siamo andati spesso al Parco della Uccellino in Toscana dov’è ci sono paesaggi meravigliosi. Adesso in estate vado al mare e questo diventa ispirazione per i miei quadri di mare.
Che cosa ti ha dato l’arte nel tuo percorso personale? È vero che può avere anche un valore terapeutico? Molti sostengono che la pittura possa diventare una forma di arteterapia: nella tua esperienza personale quanto l’arte ti ha aiutato a esprimere emozioni e a trovare equilibrio interiore?
Si, l’arte è molto terapeutica. Nel mio caso mi ha aiutato a convivere con il dolore dopo la morte di mia figlia.
Recentemente dipingo la rabbia delle sei di mattina quando il giornale radio racconta ancora di bambini uccisi in una guerra brutta e cieca. Ma quando inizia a dipingere, la rabbia diventa tanta voglia di pace e serenità. Ed è questo che si respira nei miei quadri di mare.
Qual è stata la soddisfazione artistica più importante che hai vissuto finora?
Tra mostre, premi e partecipazioni a eventi culturali, quale esperienza ricordi con maggiore emozione e perché?
Con le mostre d’arte ho visitato diversi città e viaggiato molto. Ho incontrato tanti altri artisti simpatici e fatto nuove amicizie. Per esempio, Venezia era bellissima, e anche Padova e Roma. Ma forse la mia prima volta alla città di Spoleto rimane nel cuore. Mia sorella è venuta da Inghilterra per accompagnarmi. Insieme abbiamo esplorato la città e mangiato bene nei ristoranti. Poi il venue nella piccola chiesa con dei vecchi affreschi su muri, con gli artisti, i cantanti, il buffet speciale, tutto era interessante e bellissima.
Sappiamo che stai partecipando alla Grande Biennale di Milano: vuoi raccontarci qualcosa di questa esperienza? Che cosa rappresenta per te questa importante partecipazione e quali opere presenterai al pubblico?
Il Biennale di Milano di 2024 era la mia prima esperienza di partecipazione in una grande mostra. L’organizzazione era perfetta. Era una grande convegno internazionale artistico e l’atmosfera era fantastica. Mi sono divertita tantissimo. E so che anche quest’anno sarà meraviglioso.
Sono lusingato di avere cinque quadri in esposizione nella mostra.
‘Visiting Lucca’ olio e impasto. Poi tre dipinti del mare. ‘Ricordi’ e ‘Dopo la Tempesta’ sono di olio e gesso. E ‘Verso sera’ e La roggia nel parco’ sono acrilici.
6. Quali sono i tuoi progetti per il futuro artistico? Dopo le numerose esperienze maturate negli anni, quali sono i tuoi prossimi obiettivi e cosa vorresti ancora realizzare nel tuo percorso creativo?
Mi diverto molto ad imparare nuove tecniche e provare diverse esperienze artistiche. Mi piacerebbe andare in una vacanza di pittura di gruppo. Ogni anno ci sono diverse iniziative. Sarebbe interessante.