Ravenna, la Cappella Musicale

La Cappella Musicale della Basilica di San Francesco di Ravenna, esistente da 15 anni, opera nella chiesa che vide Dante Alighieri in meditazione e in colloquio costante con i frati francescani, da poco stanziati ivi. Gli studiosi ritengono che buona parte del Paradiso sia stato composto in questo periodo di esilio, ospite della nobile famiglia dei Da Polenta. E qui gli sono stati celebrati i funerali e seppellito nelle immediate adiacenze. I ravennati chiamano San Francesco “la chiesa di Dante”.

La Cappella Musicale, che vanta un grandissimo repertorio in prevalenza di musica barocca per solisti, coro e orchestra, esegue concerti con cadenza mensile (rassegna “Musica e Spirito”) e dedica a settembre un evento proprio al Sommo Poeta e uno – in ottobre – a San Francesco. Quest’anno in particolare (ottavo centenario della morte del Santo) in ogni concerto vengono letti passi dalle Fonti Francescane.

La lode, prima ancora di essere parola, è un gesto: un innalzarsi, un portare in alto ciò che nella vita quotidiana resta sommerso. La musica sacra custodisce da secoli questo movimento verticale, fatto di luce e memoria. In questa traiettoria si è collocato il programma di domenica 17 maggio 2026 alle 19:30 nella Basilica di San Francesco, un percorso che ha attraversato quattro modi diversi di dire Magnificat, di proclamare la fede.

Si è aperto con I will magnify Thee dall’oratorio Belshazzar di Händel, dove archi, oboe e organo costruiscono un’architettura sonora limpida. Segue il Concerto op. 9 n. 6 di Albinoni, affidato a un organico ampio e dialogante. Il momento più intimo è il Salve Regina di Còaudio Monteverdi, nella nudità di 2 voci e organo. Il Magnificat RV 610 di Vivaldi, intreccio di coralità e slancio, luce e ombra, chiude un programma in cui sono brillati il Coro, i Solisti e l’Orchestra della Cappella Musicale della Basilica di San Francesco di Ravenna, diretti da Giuliano Amadei.
Solisti: soprani Emilia Ferrari, Annarita Venieri e Federica Placuzzi; contralto Carla Milani;
oboi Luigi Lidonnici e Sandro Gori. Primo violino Giampiero Montalti.