{"id":1172,"date":"2026-10-07T09:25:45","date_gmt":"2026-10-07T09:25:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/?p=1172"},"modified":"2026-10-07T09:25:45","modified_gmt":"2026-10-07T09:25:45","slug":"a-800-anni-dalla-morte-di-san-francesco-dove-abbiamo-smarrito-la-nostra-umanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/2026\/10\/07\/a-800-anni-dalla-morte-di-san-francesco-dove-abbiamo-smarrito-la-nostra-umanita\/","title":{"rendered":"A 800 anni dalla morte di San Francesco, dove abbiamo smarrito la nostra umanit\u00e0?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Elisa Fossati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono momenti in cui fermarsi a osservare il mondo che ci circonda diventa quasi doloroso. Non perch\u00e9 tutto sia necessariamente peggiore di un tempo, ma perch\u00e9 sembra essersi smarrito qualcosa di essenziale. Qualcosa che non si misura con il progresso, con la tecnologia o con le possibilit\u00e0 che abbiamo a disposizione. Qualcosa che riguarda il nostro modo di essere persone, la nostra umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cattiveria, l\u2019indifferenza, la mancanza di rispetto verso il prossimo. Gesti e parole che feriscono con una leggerezza disarmante, come se non ci fosse pi\u00f9 consapevolezza del fatto che, dall\u2019altra parte, esiste sempre qualcuno che prova emozioni, che ha fragilit\u00e0, che porta con s\u00e9 una storia che spesso non conosciamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi domando dove sia finita l\u2019empatia. Quella capacit\u00e0 di fermarsi, anche solo per un istante, e provare a guardare il mondo attraverso gli occhi di un altro. Non significa essere sempre d\u2019accordo, n\u00e9 giustificare ogni comportamento. Significa semplicemente riconoscere nell\u2019altro un essere umano, con la stessa dignit\u00e0 che rivendichiamo per noi stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, sempre pi\u00f9 spesso, sembra prevalere il contrario. Giudichiamo prima di comprendere, attacchiamo prima di ascoltare, ci allontaniamo prima ancora di aver provato a conoscere. La gentilezza, che dovrebbe essere una delle forme pi\u00f9 naturali della convivenza, sembra talvolta diventata un segno di debolezza. Come se mostrarsi sensibili significasse esporsi, concedere agli altri un potere su di noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c\u2019\u00e8 la paura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La paura di uscire di casa, di attraversare una strada, di incontrare uno sconosciuto senza sapere se quel semplice incontro sar\u00e0 innocuo oppure no. La paura che nasce dalle notizie, dalla violenza che ci raggiunge ogni giorno, dai racconti di episodi che sembrano sottrarci, un poco alla volta, la fiducia negli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il mondo esterno comincia a sembrarci un luogo da cui difenderci, la prima reazione \u00e8 chiuderci. Proteggere ci\u00f2 che \u00e8 nostro, restringere il nostro spazio, occuparci soltanto delle persone che appartengono alla nostra cerchia. Meglio guardare al proprio orto, ci diciamo. Meglio non immischiarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un meccanismo comprensibile, forse persino umano. Ma \u00e8 anche pericoloso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la paura, quando diventa il nostro unico criterio per vivere, finisce per alimentare proprio quella distanza che ci spaventa. Ci convince che l\u2019altro sia prima di tutto una minaccia, anzich\u00e9 una possibilit\u00e0 di incontro. E cos\u00ec, nel tentativo di proteggerci, rischiamo di perdere anche la capacit\u00e0 di fidarci, di condividere, di tendere una mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora penso soprattutto ai giovani. A quelli che stanno crescendo in un mondo nel quale la violenza pu\u00f2 diventare spettacolo, l\u2019umiliazione un divertimento e la cattiveria un modo per ottenere attenzione. Un mondo in cui, qualche volta, sembra contare pi\u00f9 la reazione degli altri che il valore di ci\u00f2 che facciamo. Naturalmente non sono tutti cos\u00ec. Ci sono ragazzi straordinari, capaci di sensibilit\u00e0, generosit\u00e0 e coraggio. Ma proprio per questo dobbiamo domandarci quale esempio stiamo offrendo loro e quale spazio lasciamo ai valori nella nostra vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 i giovani non crescono soltanto attraverso le parole che rivolgiamo loro. Crescono soprattutto attraverso ci\u00f2 che vedono. Il rispetto non si insegna con una lezione, se poi viene negato nei gesti di ogni giorno. La solidariet\u00e0 non si trasmette come un concetto astratto, se chi la predica si volta dall\u2019altra parte davanti alla sofferenza. E l\u2019empatia non pu\u00f2 essere pretesa da chi non ha mai avuto l\u2019occasione di vederla praticata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in questo scenario che la figura di <strong>San Francesco d\u2019Assisi<\/strong> assume un significato che va oltre la ricorrenza del calendario. A ottocento anni dalla sua morte, il suo esempio continua a interrogarci. Francesco scelse la povert\u00e0, ma la sua vera ricchezza fu la capacit\u00e0 di riconoscere un legame con ci\u00f2 che lo circondava. Non soltanto con gli uomini, ma con gli animali, con la natura, con tutto ci\u00f2 che esisteva al di fuori di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un tempo in cui il possesso e il potere sembrano ancora determinare gran parte dei rapporti umani, Francesco ci ricorda che si pu\u00f2 scegliere un\u2019altra misura. Una misura fatta di essenzialit\u00e0, rispetto e attenzione. Non occorre necessariamente condividere la sua fede per comprendere la portata del suo messaggio. La vita non acquista valore perch\u00e9 siamo riusciti a prevalere sugli altri, ma per il modo in cui abbiamo saputo stare accanto a loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio questo che abbiamo dimenticato. Che la gentilezza non \u00e8 ingenuit\u00e0, che la compassione non \u00e8 debolezza e che interessarsi al destino di qualcuno che non conosciamo non ci rende meno liberi. Al contrario, ci ricorda che la nostra libert\u00e0 non pu\u00f2 essere costruita sull\u2019indifferenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non possiamo cambiare il mondo intero, e sarebbe ingenuo pensarlo. Non possiamo cancellare la violenza con una frase, n\u00e9 restituire fiducia a una societ\u00e0 che ha imparato ad avere paura soltanto attraverso buone intenzioni. Ma possiamo scegliere come comportarci. Possiamo evitare di aggiungere altra cattiveria a quella che gi\u00e0 esiste. Possiamo educare i nostri figli, i nostri nipoti e, prima ancora, noi stessi a non considerare mai la sofferenza altrui qualcosa di trascurabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono gesti piccoli, spesso invisibili. Non fanno notizia, non ricevono applausi, non conquistano il consenso di migliaia di persone. Eppure \u00e8 proprio da questi gesti che si costruisce il tessuto di una comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, guardando il mondo, mi domando che cosa rester\u00e0 alle generazioni che verranno. Quale idea avranno del prossimo, se cresceranno pensando che fidarsi sia un rischio, aiutare una perdita di tempo e mostrarsi sensibili un motivo per essere feriti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che mondo sar\u00e0 quello di domani, se oggi smettiamo di prenderci cura gli uni degli altri?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse non abbiamo bisogno soltanto di nuovi strumenti, di nuove leggi o di nuove promesse. Abbiamo bisogno di recuperare qualcosa che nessuna innovazione potr\u00e0 restituirci al posto nostro: la capacit\u00e0 di riconoscere nell\u2019altro una persona, prima ancora di vederne le differenze, i difetti o le intenzioni che gli attribuiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">San Francesco, otto secoli dopo, ci lascia ancora davanti a questa scelta. Possiamo continuare a costruire muri, reali o invisibili, per difenderci da un mondo che ci spaventa. Oppure possiamo provare, ciascuno nel proprio piccolo, a renderlo un luogo in cui valga ancora la pena incontrarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il mondo di domani non nascer\u00e0 domani.<br>Sta nascendo oggi, ogni volta che scegliamo come guardare qualcuno, come rispondere a una provocazione, come trattare chi \u00e8 pi\u00f9 fragile di noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E la domanda pi\u00f9 importante non \u00e8 che mondo lasceremo ai nostri giovani, ma quale mondo stiamo insegnando loro a costruire, attraverso il nostro esempio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta, nel bene e nel male, comincia da noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Elisa Fossati Ci sono momenti in cui fermarsi a osservare il mondo che ci circonda diventa quasi doloroso. Non perch\u00e9 tutto sia necessariamente peggiore di un tempo, ma perch\u00e9 sembra essersi smarrito qualcosa di essenziale. 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