{"id":631,"date":"2026-01-16T09:15:22","date_gmt":"2026-01-16T09:15:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/?p=631"},"modified":"2026-01-19T09:51:35","modified_gmt":"2026-01-19T09:51:35","slug":"separazione-delle-carriere-giusto-processo-o-scontro-di-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/2026\/01\/16\/separazione-delle-carriere-giusto-processo-o-scontro-di-potere\/","title":{"rendered":"Separazione delle carriere: giusto processo o scontro di potere?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Giovanni Leonardo Damigella<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dibattito sulla separazione delle carriere nella magistratura si \u00e8 riacceso con toni da resa dei conti. Eppure la domanda che interessa davvero i cittadini \u00e8 molto pi\u00f9 semplice:<strong> la giustizia oggi \u00e8 indipendente e garantisce un giusto processo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Costituzione non lascia dubbi: <strong>l\u2019indipendenza della magistratura \u00e8 un pilastro dello Stato di diritto<\/strong>. Ma tra la teoria e la realt\u00e0 quotidiana si apre spesso un varco che alimenta sfiducia: processi interminabili, vite sospese per anni, reputazioni distrutte prima di una sentenza, e la sensazione diffusa che tra accusa e difesa non ci sia una vera parit\u00e0 di forze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 qui che entra in gioco la riforma<\/strong>. Separare in modo netto il percorso di chi accusa (pubblico ministero) da quello di chi giudica significa, nelle intenzioni, rafforzare la terziet\u00e0 del giudice. Perch\u00e9 la giustizia non deve solo essere imparziale: deve anche apparirlo. Se il cittadino percepisce una vicinanza culturale o \u201cdi carriera\u201d tra chi sostiene l\u2019accusa e chi decide, anche senza alcuna scorrettezza, il sospetto cresce e la credibilit\u00e0 crolla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma attenzione: la separazione delle carriere non pu\u00f2 diventare un gioco di leve in cui qualcuno guadagna potere e qualcun altro lo perde. Una riforma scritta male rischia di produrre l\u2019effetto opposto: un\u2019accusa pi\u00f9 forte e pi\u00f9 verticale, un sistema pi\u00f9 chiuso, e un processo ancora pi\u00f9 distante dalle esigenze dei cittadini. Il punto non \u00e8 spostare l\u2019asse del potere: \u00e8 riportare il processo al suo scopo, cio\u00e8 la verit\u00e0 giudiziaria nel rispetto delle garanzie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi un tema che l\u2019Italia non pu\u00f2 pi\u00f9 ignorare: toga e politica devono restare mondi separati. Un magistrato pu\u00f2 avere idee come ogni cittadino, ma quando indossa la toga ha un dovere pi\u00f9 alto: mettere da parte l\u2019ideologia e giudicare con mente libera, solo sui fatti e sul diritto. La storia recente dimostra che ogni confusione di ruoli avvelena tutto: la giustizia, la politica, la societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la riforma vuole essere credibile, <strong>deve parlare chiaro<\/strong>: pi\u00f9 terziet\u00e0, pi\u00f9 equilibrio, pi\u00f9 tempi certi. Perch\u00e9 la vera posta in gioco non \u00e8 una bandiera di parte. \u00c8 una sola: la fiducia dei cittadini nello Stato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Leonardo Damigella Il dibattito sulla separazione delle carriere nella magistratura si \u00e8 riacceso con toni da resa dei conti. Eppure la domanda che interessa davvero i cittadini \u00e8 molto pi\u00f9 semplice: la giustizia oggi \u00e8 indipendente e garantisce un giusto processo? 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