{"id":697,"date":"2026-02-02T08:12:07","date_gmt":"2026-02-02T08:12:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/?p=697"},"modified":"2026-02-02T08:19:54","modified_gmt":"2026-02-02T08:19:54","slug":"arte-culinaria-del-canavese-cucina-e-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/2026\/02\/02\/arte-culinaria-del-canavese-cucina-e-tradizione\/","title":{"rendered":"Arte culinaria del Canavese, cucina e tradizione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Anna Actis<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Terra di antiche tradizioni, il <strong>Canavese <\/strong>occupa gran parte della provincia di Torino, tra il Po, la Stura di Lanzo, il Biellese e la Valle d\u2019Aosta, con cui condivide imponenti montagne, tra cui il massiccio del Gran Paradiso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Non \u00e8 semplice parlare della cucina canavesana perch\u00e9 spesso i piatti ed i sapori che giungono dalla tradizione sono comuni in diverse localit\u00e0 del Piemonte.<br>Ad esempio, la \u201c<strong>bagna cauda<\/strong>\u201d, una salsa calda ricca di aglio, acciughe sotto sale e olio, servita in pirofile riscaldate, in cui si intingono verdure crude e cotte in gran variet\u00e0 \u00e8 diffusa in tutto il Piemonte e costituisce un momento conviviale nelle fredde giornate invernali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>La presenza delle <strong>acciughe sotto sale<\/strong>, molto diffusa nella tradizione culinaria piemontese pu\u00f2 stupire, in realt\u00e0 le acciughe giungevano regolarmente attraverso le \u201cvie del sale\u201d, antichi sentieri che attraversavano le Alpi e l\u2019Appennino collegavano il Piemonte al mare. Fin da tempi remoti i mercanti di sale giungevano portando con s\u00e9 queste merci.<br>Questo piatto povero \u00e8 molto diffuso in Canavese accanto a molti altri che riscoprono le antiche usanze di questa terra. La storia di un popolo si racconta anche attraverso la sua cucina. Dalla tradizione contadina ci giungono i sapori del Canavese. Sono piatti semplici che sfruttano le produzioni locali eppure molto gustosi.<br>La \u201ctofeja\u201d, \u00e8 una zuppa di fagioli con le cotiche di maiale, cotta lentamente in forno, in pentole di coccio alte e panciute, prodotte a Castellamonte, cittadina canavesana nota per la produzione di ceramiche artigianali. Chiamati anche \u201cfagioli grassi\u201d, costituiscono il piatto tipico legato al carnevale di Ivrea e a tutti i carnevali canavesani. Era d\u2019uso, almeno fino agli anni Sessanta del secolo scorso, portare la \u201ctofeja\u201d nei forni a legna dei panettieri affinch\u00e9 cuocessero, piano piano, durante la notte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cucina_canavese3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-702\" srcset=\"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cucina_canavese3.jpg 640w, https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cucina_canavese3-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Comunit\u00e0 molto pi\u00f9 coese, soprattutto nei piccoli centri, collaboravano con facilit\u00e0 pronte ad aiutarsi vicendevolmente e a condividere le esperienze. Molti cooperavano alla lavorazione del <strong>maiale<\/strong>. L\u2019allevamento di questo animale aveva un posto di primo piano nelle comunit\u00e0 contadine di un tempo. Del maiale si utilizza tutto, infatti abbiamo gi\u00e0 visto l\u2019utilizzo della cotenna, sapientemente condita con un trito di aglio, salata e coperta di pepe, utilizzata nella zuppa di fagioli, poi una variet\u00e0 di insaccati, tra questi, tipico del Canavese, si distingue il salame di patata, un impasto di carne di maiale macinata, patate cotte e spezie. Oltre il consumo quotidiano, era consuetudine mangiare questi salumi e i formaggi tipici della zona in momenti conviviali come le \u201cmerende sinoire\u201d, antenate dell\u2019odierna apericena, accompagnate da pane casereccio ed un bicchiere di vino locale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"831\" height=\"582\" src=\"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cucina_canavese2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-700\" srcset=\"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cucina_canavese2.jpg 831w, https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cucina_canavese2-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cucina_canavese2-768x538.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 831px) 100vw, 831px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>L\u2019utilizzo dei prodotti della zona ha sempre caratterizzato la cucina canavesana, il <strong>cavolo<\/strong>, ad esempio, \u00e8 impiegato in molteplici preparazioni come il \u201c<strong>capon\u00e9t<\/strong>\u201d, chiamato anche \u201c<strong>pes coj<\/strong>\u201d, dai canavesani, un involtino di verza ripieno con un trito di carne insaporita con formaggio, uovo e noce moscata, e ancora la zuppa canavesana, dove strati di cavoli, formaggio, pane raffermo e brodo vengono messi a gratinare in forno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Il mais, cereale coltivato in larga scala nelle pianure, fornisce la farina per la polenta, spesso accompagnata da cacciagione o dal <strong>coniglio alla canavesana<\/strong>. Marinato nel vino rosso, il coniglio veniva cotto con verdure ed aromi. La farina di mais era altres\u00ec utilizzata per la produzione di dolci e biscotti ancora oggi considerati una specialit\u00e0 locale. I dolci sono molti, spesso peculiari di alcune localit\u00e0, come i nocciolini di Chivasso o i torcetti di Agli\u00e8, ma a caratterizzare l\u2019intero Canavese sono senza dubbio i canestrelli, cialde croccanti, un impasto di farina, burro, uova e zucchero e aromi, cotti tra due piastre arroventate. Di origine medioevale erano preparati in molte famiglie, soprattutto in occasione di matrimoni, una bomboniera originale da offrire agli invitati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Anche le <strong>erbe spontanee<\/strong>, in particolare le <strong>ajucche <\/strong>che crescono nelle vallate, sono cucinate in una deliziosa zuppa primaverile, molto ricercata.<br>Di molti altri piatti si potrebbe ancora parlare, il Canavese \u00e8 una terra varia, con pianure, colline e montagne e differenziata \u00e8 la cucina che ci parla della sua terra, della sua gente rustica e forte dalle origini guerriere, contadine, della volont\u00e0 di conservare le tradizioni pur volgendosi verso il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Anna Actis Terra di antiche tradizioni, il Canavese occupa gran parte della provincia di Torino, tra il Po, la Stura di Lanzo, il Biellese e la Valle d\u2019Aosta, con cui condivide imponenti montagne, tra cui il massiccio del Gran Paradiso. 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