{"id":786,"date":"2026-03-23T08:05:11","date_gmt":"2026-03-23T08:05:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/?p=786"},"modified":"2026-03-23T08:05:11","modified_gmt":"2026-03-23T08:05:11","slug":"trump-il-disordine-globale-e-leuropa-incompiuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tgitaly.it\/newsarte\/2026\/03\/23\/trump-il-disordine-globale-e-leuropa-incompiuta\/","title":{"rendered":"Trump, il disordine globale e l\u2019Europa incompiuta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Giovanni Leonardo Damigella<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema non \u00e8 soltanto <strong>Donald Trump<\/strong>. Il problema \u00e8 l\u2019effetto sistemico che la sua idea di potere produce in una fase gi\u00e0 segnata da guerre regionali, tensioni commerciali, fragilit\u00e0 energetiche e crescente sfiducia negli strumenti della cooperazione multilaterale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando la politica estera viene ridotta a pressione, minaccia e negoziazione permanente, l\u2019instabilit\u00e0 smette di essere un incidente e diventa metodo. Trump interpreta i rapporti internazionali come <strong>rapporti di forza<\/strong>. In questa impostazione, l\u2019alleanza non \u00e8 un vincolo strategico tra partner, ma una relazione da ridefinire ogni volta in funzione dell\u2019interesse immediato americano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una logica che pu\u00f2 apparire efficace nel breve periodo, ma che nel medio termine accresce l\u2019incertezza, indebolisce la fiducia e rende pi\u00f9 costosa ogni forma di coordinamento politico ed economico. Anche sul terreno commerciale il segnale \u00e8 chiaro: il ricorso ai dazi come leva geopolitica alimenta tensioni che incidono sui mercati, sulle filiere e sulle decisioni di investimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l\u2019Europa, per\u00f2, il nodo decisivo \u00e8 un altro. La radicalit\u00e0 di Trump mette a nudo la persistente incompiutezza del progetto europeo. L\u2019Unione conserva un peso economico rilevante, una notevole capacit\u00e0 regolatoria e una base industriale ancora decisiva. Ma continua a mostrare limiti evidenti quando \u00e8 chiamata a esprimere una linea politica comune su sicurezza, difesa, politica estera ed energia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche per questo Bruxelles e le capitali europee appaiono spesso pi\u00f9 impegnate a contenere gli effetti delle crisi che a orientarne gli esiti. \u00c8 qui che il problema americano si salda con la fragilit\u00e0 europea. Una Washington pi\u00f9 aggressiva e meno prevedibile aumenta la pressione sugli alleati; ma un\u2019Europa divisa rende quella pressione ancora pi\u00f9 difficile da governare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 <strong>un Occidente meno coeso<\/strong>, pi\u00f9 esposto agli shock geopolitici e meno capace di trasformare la propria forza economica in iniziativa strategica. Per questo la questione non pu\u00f2 esaurirsi in un giudizio su Trump. Il punto \u00e8 capire se l\u2019Europa voglia restare un grande mercato vulnerabile oppure diventare, finalmente, un soggetto politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un contesto internazionale che premia rapidit\u00e0 decisionale, coesione e autonomia strategica, l\u2019inazione ha un costo crescente. E oggi quel costo coincide con il rischio pi\u00f9 evidente: subire il disordine senza pi\u00f9 avere la forza di correggerlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Leonardo Damigella Il problema non \u00e8 soltanto Donald Trump. Il problema \u00e8 l\u2019effetto sistemico che la sua idea di potere produce in una fase gi\u00e0 segnata da guerre regionali, tensioni commerciali, fragilit\u00e0 energetiche e crescente sfiducia negli strumenti della cooperazione multilaterale. 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