di Giovanni Damigella
Nel dibattito politico italiano, c’è chi continua a parlare della destra e del governo Meloni con lenti deformate dall’ideologia. Tra questi spicca Lilli Gruber, conduttrice televisiva che molti accusano di approcciarsi alle interviste con il paraocchi di partito. Una visione considerata da più parti fuori tempo e fuori logica, tanto che, quando messa in difficoltà dagli ospiti, la giornalista tenderebbe a cambiare argomento, evitando il confronto diretto.
La realtà che emerge, però, è diversa da quella dipinta in certi salotti televisivi: l’Italia di oggi mostra solidità e un rinnovato prestigio internazionale. A differenza dei governi precedenti, accusati di aver speso e sprecato risorse pubbliche, l’attuale esecutivo viene percepito come più attento alla stabilità. Restano infatti impresse nella memoria misure come il Reddito di cittadinanza, che ha abituato molti giovani a non lavorare, e il Superbonus 110%, che ha contribuito a un aumento vertiginoso del debito pubblico, favorendo – secondo diversi osservatori – più furbi e speculatori che reali bisognosi.
Nonostante ciò, numerosi giornalisti di area progressista, da Mario Tozzi ad altri, continuano a mantenere la stessa linea critica. Ma al di là delle opinioni di parte, il giudizio finale spetta ai cittadini. È la gente comune, infatti, lavoratori, imprenditori e famiglie, a determinare con il proprio consenso la direzione del Paese, al di là delle narrazioni televisive.
