Intervista ad Alviero Martini

Alviero Martini

a cura di Salvo Nugnes

S. N. = Maestro Martini, il Premio Orizzonti alla Solidarietà riconosce non solo il talento, ma anche l’impegno umano e sociale. Quanto conta per Lei oggi, nel mondo della moda e del lusso, mantenere un legame profondo con la solidarietà e con le persone più fragili?

A. M. = E’ fondamentale che mentre tutto avanza in modo spasmodico non si perda il contatto con la realtà, oggi purtroppo più fragile di un tempo! Economia, guerre, clima e stress hanno influito in maniera pesante sull’equilibrio delle persone. Quindi serve più attenzione alle fasce deboli!

S. N. =Lei ha portato nel mondo l’immagine di un’Italia elegante, curiosa e cosmopolita, capace di viaggiare con stile e cuore. Cosa rappresenta per Lei oggi la parola “orizzonte” – come simbolo di vita, di viaggio e di visione umana?

A. M. = “Orizzonte” è una parola piena di significato simbolico/geografico e spirituale al tempo stesso. Raggiungere l’orizzonte per me è una “missione” nella quale cuore, creatività, stile e rispetto si fondono ed è qui che trovo il Mio “orizzonte”!

S. N. =La moda spesso è vista come apparenza, ma Lei ne ha fatto anche un messaggio di contenuto e di valori. Come riesce a conciliare estetica, etica e impegno sociale nelle Sue creazioni e nelle Sue iniziative?

A. M. = La moda è per eccellenza tutto ciò che è effimero, superfluo e vacuo: tuttavia lavora con etica, conoscenza, libertà e ancora una volta “rispetto”, allora si trova armonia, che è l’elemento più prezioso nel creare moda!

S. N. =Guardando alla Sua lunga carriera, quali sono i progetti o i gesti solidali che ricorda con maggiore emozione? E cosa La spinge a continuare su questa strada?

A. M. = Mia madre mi ha insegnato sin da bambino ad aiutare gli altri benché la nostra fosse una famiglia modesta, contadina e seppur mancava qualcosa, c’era sempre la possibilità di aiutare il prossimo. Dal 2000 lavoro con “Care to action” una ong che si occupa di infanzia abbandonata in India! Sono stato 20 Volte a visitare i bambini (tra i quali i miei 25 adottati a distanza) ed ora ognuno ha un mestiere, una famiglia, una professione! I contatti sono costanti con la tecnologia di oggi e mi riempie di orgoglio quando mi raccontano dei loro progetti. Poi lavoro con i “City Angels” a Milano e su tutto il territorio e non mancano occasioni di dare una mia borsa per una lotteria!

S. N. =Infine, Maestro, cosa si augura per le nuove generazioni di creativi e imprenditori italiani? Qual è, secondo Lei, il vero “orizzonte” verso cui dovrebbero guardare per unire bellezza, responsabilità e umanità?

A. M. = Oggi più che mai con una generazione allo sbaraglio occorre maggiore disciplina, rigore, studio e umiltà: ecco il mio orizzonte: fare grandi cose con molta umiltà!