La passione per la musica accompagna Zilliken fin dalla più tenera età, come un filo invisibile che unisce le generazioni della sua famiglia. Cresciuto in un ambiente profondamente permeato di arte e melodia, ha respirato sin da bambino le note e le emozioni di un mondo musicale autentico e ricco di stimoli.
Il nonno paterno, originario di Colonia, in Germania, era un grande amante della musica e suo cugino fu baritono presso il celebre teatro dell’Opera di Berlino. La nonna materna, maestra di pianoforte, possedeva un magnifico pianoforte a coda che riempiva la casa di armonie e ispirazione. Anche il padre, appassionato di jazz degli anni ’40 e ’50, custodiva una preziosa collezione di dischi americani a 78 giri.
A completare questo straordinario contesto musicale, il nonno e suo fratello avevano un sistema stereo d’avanguardia e organizzavano concerti in casa con gli amici: un’atmosfera vibrante che lasciava presagire un destino artistico.
A soli cinque inizia a suonare il pianoforte e a prendere lezioni di musica con una maestra amica di sua nonna. Tuttavia, negli anni ’50, un trasloco di famiglia e la mancanza di spazio per mantenere lo strumento in casa interrompono bruscamente il suo percorso musicale.
Dopo le scuole medie, il giovane Zilliken avrebbe desiderato frequentare il conservatorio, ma i genitori si opposero, indirizzandolo verso gli studi di economia, che lo condussero fino all’università e, successivamente, all’esercizio della professione di commercialista.
Eppure, la musica non lo ha mai davvero abbandonato.
Sua moglie, artista pittrice e scultrice, conoscendo la sua passione, lo incoraggia ad acquistare una pianola elettronica. Seguendo il consiglio, riprende a suonare, nel poco tempo libero tra lavoro e famiglia, ma “ad orecchio”, non ricordando più la musica scritta sugli spartiti.
Con il passare del tempo, quell’improvvisazione diventa un linguaggio personale: in tarda età, improvvisamente, nasce l’ispirazione a comporre musica in modo diretto, registrando le proprie creazioni prima su registratore e poi sul cellulare.
Dopo aver realizzato tredici composizioni originali, un caro amico esperto di musica e informatica lo sprona a iscriversi alla SIAE. Segue il consiglio ed oggi, che è ormai un uomo maturo ed anche nonno, è iscritto come autore e compositore, con tredici opere depositate ufficialmente presso la SIAE.
Un ulteriore passo importante è stato la trascrizione delle sue composizioni in spartiti musicali, realizzata dal giovane musicista Filippo De Ferrari, studente del Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova.
La storia di Eugenio Maria Zilliken è un esempio luminoso di come la passione autentica non conosca età, confini né ostacoli. È il racconto di una vita in cui la musica ha saputo attendere, rinascere e tornare a vibrare con la stessa forza dell’infanzia, trasformando un sogno di gioventù in una realtà viva e ispirante.

