Premio Dante a Ravenna: arte, spiritualità e dialogo nel cuore della città di Dante

di Sigrid Plattner

RAVENNA – Una giornata intensa di emozioni, cultura e riflessione quella vissuta il 23 maggio 2026 presso il Centro Dantesco dei Frati di Ravenna, dove si è svolto il “Simposio delle Arti – Premio Dante”, prestigioso appuntamento dedicato all’arte, alla spiritualità e al dialogo tra culture. L’evento, ideato e curato da Salvo Nugnes, giornalista e scrittore, ha riunito oltre sessanta artisti provenienti da diversi ambiti espressivi, trasformando la suggestiva Sala Ragazzini, accanto alla storica Tomba di Dante, in un luogo di incontro e condivisione culturale.

In una Ravenna simbolicamente legata alla memoria di Dante Alighieri, il Simposio ha saputo coniugare il valore della tradizione con la contemporaneità dell’espressione artistica, offrendo al pubblico un’esperienza autentica e coinvolgente. Pittura, poesia, fotografia, musica, editoria e scultura hanno dialogato armoniosamente, dando vita a un percorso multidisciplinare capace di unire sensibilità differenti sotto il segno della bellezza e della ricerca interiore.

Accolti da Padre Ivo Laurentini, rettore della Basilica di San Francesco e responsabile del Centro Dantesco, gli ospiti hanno preso parte a un intenso dialogo culturale nel quale arte e spiritualità si sono intrecciate in modo profondo. Il clima di ascolto reciproco e partecipazione ha reso l’incontro un vero momento di confronto umano oltre che artistico.

Numerosi gli ospiti intervenuti durante la manifestazione. Tra questi l’attrice Mita Medici, il noto presentatore televisivo Marco Columbro, l’attrice Marzia Risaliti, il regista e sceneggiatore Giancarlo Scarchilli, il senatore Antonio Razzi, Franco Margari della Casa Natale di Dante di Firenze, il direttore d’orchestra Giuliano Amadei, il comico televisivo Simone Merini, il giornalista Gianni Marussi di Tgcom24, le giornaliste Daniela Lombardi ed Elisa Fossati, il tenore Rino Scaturro, la cantante Alexandra Yamuna, il musicista e liutaio Michele Sangineto e Luigi Lidonnici, direttore artistico della Basilica di San Francesco.

Attraverso testimonianze, interventi e riflessioni, i relatori hanno sottolineato come l’arte continui a rappresentare uno strumento fondamentale di elevazione spirituale, dialogo tra popoli e ricerca di valori universali. Ogni artista presente ha avuto l’opportunità di raccontare il proprio percorso creativo e la propria esperienza personale, contribuendo a creare un mosaico di sensibilità e visioni.

Significativa anche la partecipazione delle istituzioni cittadine. Sono intervenuti il presidente del Consiglio comunale Daniele Perini, il questore del Comune di Ravenna Gianpaolo Patruno e il sindaco Alessandro Barattoni, che hanno evidenziato l’importanza di iniziative culturali capaci di valorizzare il patrimonio artistico e spirituale della città, favorendo al tempo stesso il dialogo internazionale.

Particolarmente toccante il momento conclusivo del pomeriggio, vissuto nella chiesa adiacente al Centro Dantesco, dove il pubblico ha partecipato a un intenso momento di raccoglimento accompagnato dalla musica sacra. L’esibizione del tenore Rino Scaturro ha donato ulteriore profondità spirituale all’evento, creando un’atmosfera di grande suggestione e meditazione.

La scelta di Ravenna come sede del Simposio delle Arti – Premio Dante si è rivelata ancora una volta perfettamente coerente con il significato della manifestazione. La città che custodisce le spoglie del Sommo Poeta si conferma luogo ideale per promuovere il dialogo tra memoria storica, creatività contemporanea e spiritualità.

Uno degli aspetti più significativi del Simposio delle Arti – Premio Dante è stata proprio la presenza degli artisti, veri protagonisti della manifestazione. Ognuno di loro ha portato non soltanto le proprie opere, ma anche testimonianze personali, emozioni, esperienze di vita e percorsi creativi differenti, contribuendo a creare un dialogo autentico tra arte e spiritualità. Pittori, fotografi, poeti, musicisti e scultori hanno condiviso il significato profondo della loro ricerca artistica, raccontando come l’arte rappresenti spesso un mezzo di introspezione, rinascita e comunicazione universale.

Molti artisti hanno sottolineato il valore dell’arte come linguaggio capace di superare confini culturali e generazionali, creando connessioni profonde tra le persone. Le opere esposte hanno offerto una straordinaria varietà di stili, tecniche e sensibilità, dimostrando come la creatività contemporanea possa ancora dialogare con i grandi valori umani e spirituali.

Particolarmente apprezzata è stata l’atmosfera di collaborazione e sostegno reciproco che si è instaurata tra gli artisti presenti, in un clima lontano dalla competizione e vicino invece alla condivisione culturale. Il Simposio si è così trasformato in uno spazio di incontro umano oltre che artistico, dove ogni partecipante ha potuto sentirsi parte di un progetto collettivo fondato sulla bellezza, sull’ascolto e sull’espressione autentica.

Il Premio Dante non è stato soltanto una vetrina artistica di prestigio, ma soprattutto un’esperienza culturale e umana fondata sull’incontro, sull’ascolto e sulla forza universale dell’arte, capace ancora oggi di unire persone, culture e sensibilità diverse nel nome della bellezza e della condivisione.