Il bene dell’arte ovvero la capacità dell’arte di valorizzare la nostra vita e renderci più sensibili alla bellezza che ci circonda

di Anna Actis

In questo tempo caratterizzato da perdita di quei valori e di quei principi, che rendono umano l’individuo, e causano uno sbandamento tra i giovani che ormai si affidano ai social come ad un vangelo, l’arte può esercitare un effetto benefico e riempire quel vuoto che sembra avvolgere la società intera travolta da assurdi odi, cinismo, indifferenza. I social sostituiscono ormai i genitori sempre più impegnati dal lavoro, gli educatori, non sempre preparati di fronte al cambiamento, le istituzioni, la società intera.
Avvicinare i giovani all’arte può contribuire ad allontanarli dal vuoto che sempre più spesso li circonda, dare impulso alla loro fantasia, alla creatività, a formare la loro personalità consentendo loro di esprimerla in modo positivo.
L’arte, nelle sue varie espressioni, ci educa a guardarci attorno, a cogliere la bellezza che ci circonda, apprezzare l’armonia delle forme dei colori, dei suoni, delle luci, fino a lasciarci pervadere da emozioni
profonde.
Molti artisti lo sanno, l’arte può inoltre aiutarci a superare le difficoltà della vita e mitigare la sofferenza interiore. Lo posso testimoniare io stessa. Creare, dipingere, scrivere, fotografare, mi hanno dato un grande aiuto nei momenti più difficili fornendomi gli stimoli e la volontà di rinascere più forte e serena di prima.
Crescere con l’arte è molto importante perché ci educa a vedere il bello, a sentirlo e ad immergerci nella sua magia, ad emozionarci, cogliere le sfumature che ai più sfuggono. Può dare un senso alla nostra vita e aprire la nostra mente verso nuove esperienze, nuove emozioni, verso la conoscenza e, perché no, verso una forma molto personale di spiritualità.