di Anna Actis
Uno schianto nella notte, una giovane vita privata del suo futuro.
Un paesaggio toscano, quasi sicuramente San Giminiano, con le sue torri, le case, appena abbozzate, un’opera rimasta incompiuta quando la vita di Sergio si è interrotta tragicamente ed è diventa forzatamente il punto di arrivo di un artista tutto da scoprire.
Sergio amava molto la Toscana, i suoi borghi arroccati sulle colline, il paesaggio dolcemente ondulato compaiono spesso nei suoi dipinti. Sono paesaggi unici, fermi nel tempo, sembrano quasi abbandonati. Non vi sono persone pochi mezzi, macchine e camion fermi lì da chissà quanto tempo, barche insabbiate sporgono dal terreno o ferme sul fiume forse abbandonate.
Anche quando dipinge il Piemonte, la sua terra, o la Francia, che molto amava, la sua visione è caratterizzata da questi elementi, troviamo case in cima a dirupi scoscesi, vigne ridotte a pochi tronchi e rami contorti, biciclette in riva al mare, mostri inquietanti in equilibrio precario sui ruderi di una cattedrale gotica.
Le sue prime esperienze, fin da quando era studente al Liceo Artistico, sono legate ai suoi molteplici interessi ed in particolar modo al fumetto. Qualcuno forse ricorda “Alan Ford” (Fumetto creato negli anni Sessanta da Max Bunker) e gli scombinati personaggi, suoi compagni di sventura, che vivevano negli squallidi sobborghi di una grande città. Sobborghi simili troviamo raffigurati in alcune delle sue prime tele. Chi, poi, non ricorda quel deserto roccioso, teatro delle scorrerie di Beep Beep e Willie Coyote? Nelle sue prime opere si percepisce un richiamo a quei paesaggi ma ben presto inizia ad elaborare idee personali. Le distese desertiche si popolano di alberi, alberi contorti e sofferti, rigorosamente privi di vegetazione, col tempo perderanno anche i rami fino a ridursi a semplici pali, scompaiono le case anonime, ora sono gli edifici che ha sotto gli occhi a destare il suo interesse, nuovi elementi entrano progressivamente sulle sue tele, macchine camion, barche e ancora bambolotti rotti, inusuali spaventapasseri sui pali di una vigna.
È il punto di svolta, di maturazione, i colori vivaci, gialli, rosa e azzurro intensi tendono a smorzarsi e a combinarsi in tenui, armoniose sfumature accanto a grigi, marroni, verdi… il paesaggio è ora anche frutto di nuove conoscenze, maturate nei suoi viaggi e a volte mutuato dai suoi interessi culturali come, ad esempio, il Portale dello zodiaco della Sacra di San Michele o i gargoyle sugli edifici gotici.
Una vita breve, ma intensa,
Questo è Sergio, mio fratello.
