La grande storia passa spesso attraverso le vicende di uomini comuni che, loro malgrado, si trovano a vivere eventi straordinari. È il caso di Domenico Pavetto, ex soldato piemontese e tra gli ultimi superstiti della tragedia di Cefalonia, la cui intensa testimonianza rivive oggi nel volume “Tornare a vivere. Le vicende di un sopravvissuto a Cefalonia, dalla chiamata alle armi alla Liberazione“, scritto da Elisa Castellina e pubblicato dall’editrice Baima & Ronchetti.
Dopo oltre ottant’anni di silenzio, Pavetto ha deciso di affidare alla scrittura i ricordi di una delle pagine più dolorose della Seconda Guerra Mondiale. Ne emerge un racconto autentico e profondamente umano, capace di restituire al lettore non soltanto la cronaca degli avvenimenti, ma soprattutto le emozioni, le paure e la straordinaria forza d’animo di chi è riuscito a sopravvivere a una delle più tragiche vicende del Novecento.
L’isola greca di Cefalonia fu teatro, nel settembre del 1943, di uno dei più drammatici episodi successivi all’armistizio italiano. Migliaia di soldati della Divisione Acqui si trovarono ad affrontare le truppe tedesche in una battaglia che si concluse con una terribile rappresaglia. In questo scenario di guerra e devastazione si inserisce la storia di Domenico Pavetto, che riuscì miracolosamente a sfuggire alla morte durante i combattimenti e i rastrellamenti.
La sua sopravvivenza, tuttavia, non segnò la fine delle sofferenze. Iniziò infatti una lunga e dolorosa odissea che lo condusse fino a un campo di concentramento in Germania, dove dovette affrontare nuove privazioni e nuove prove. Anche dopo la Liberazione da parte delle truppe alleate, la guerra continuò a vivere dentro di lui attraverso ricordi indelebili e ferite psicologiche che ne segnarono profondamente l’esistenza.
Il titolo del libro racchiude il senso più profondo dell’intera vicenda. Per Pavetto, infatti, il ritorno alla vita non coincise con la fine del conflitto, ma rappresentò un lungo percorso umano e interiore, fatto di ricostruzione, resilienza e ricerca di una nuova serenità. Soltanto con il trascorrere degli anni riuscì, almeno in parte, a riconciliarsi con il proprio passato e a ritrovare un equilibrio capace di restituirgli il valore della quotidianità.
L’opera di Elisa Castellina assume oggi un’importanza particolare. In un’epoca segnata ancora da conflitti e tensioni internazionali, la memoria di chi ha vissuto sulla propria pelle gli orrori della guerra rappresenta un patrimonio prezioso e insostituibile. Attraverso la testimonianza di Pavetto, il libro invita le nuove generazioni a riflettere sul valore della pace, della libertà e della dignità umana.
Domenico Pavetto si è spento a Montanaro nel 2025 all’età di 101 anni, lasciando un’eredità morale di straordinario valore. Grazie a questo volume, la sua voce continuerà a testimoniare una storia che non deve essere dimenticata.
Il libro sarà presentato al pubblico venerdì 10 luglio alle ore 18 presso lo Spazio Culturale Actis di Mazzè, in via Perino 19. Il prestigioso centro culturale, presieduto dalla nota artista e poetessa Anna Actis, ospiterà un incontro dedicato alla memoria storica e alla riflessione civile, offrendo l’opportunità di approfondire una vicenda emblematica che continua a parlare al presente con straordinaria forza e attualità.

